Ritorna la Arbos la famosa fabbrica di mietitrebbie italiane rinasce!

Finalmente una bella notizia perlomeno per noi appassionati della meccanica Made in Italy, si tratta

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Ritorna la Arbos la famosa fabbrica di mietitrebbie italiane rinasce!

Ritorna la Arbos la famosa fabbrica di mietitrebbie italiane rinasce!




arbos 800 L

Finalmente una bella notizia perlomeno per noi appassionati della meccanica Made in Italy, si tratta di Arbos e di Bubba storico marchio piacentino specializzato nella prodzuione di mietirebbie, erano quelle verdi che ancor oggi quando il marchio dal lontano 1994 ha cessato di produrre, ancora si vedono lavorare alla grande, segno di una grande qualita’ produttiva, la storia di questo marchio ebbe inizio nel 1896 proprio a Piacenza , dopo l’acquisizione da parte della società cinese Foton Lovol, la Arbos si appresta a ritornare in campo o meglio ” a ritornare nei campi” perdonatemi la pessima battuta ma non ho resisitito.
Sembra che il marchio cinese abbia incaricato alcuni tecnici di testare sul campo l affiudabilita’ di una vecchia Arbos 800 con pochi restauri e questa abbia sorpreso tutti per la sua affidabilita’ che nulla ha da invidiare alle macchine piu’ moderne ed evolute.
Il perche’ di questo interesse al marchio Arbos ha una spiegazione infatti; Arbos viene ricordata per aver realizzato nel 1948 la prima mietitrebbia semovente italiana.
Ma e d obbligo parlare anche dell industria cinese artefice di quest operazione, si tratta della Foton Lovol internazionale Heavy Industry Co., Ltd è uno dei principali costruttori di trattori e di macchine da raccolta cinese. Non solo di agricoltura, si interessa il gruppo ma anche macchine edili, componenti di base, servizi finanziari. Fondata nel 1998, oggi conta 16 mila dipendenti. In Cina l’azienda ha ottenuto parecchi riconoscimenti. Con le sue mietitrebbie, Foton Lovol copre ben il 70 per cento del mercato cinese.
La storia della Arbos e’ la storia di una grande Italia che e’ giusto ricordare e far conoscere a chi non ha potuto conoscerla. Il 25 settembre del 1975, la società americana White proprietaria della Arbos comunica ai lavoratori , la decisione di abbandonare l’azienda. Fissando per il 30 novembre la chiusura, i dipendenti erano circa un migliaio. Per cercare di salvare l’azienda ci sono solo tre mesi. La proprieta’ mette la ditta in liquidazione, non ci sono debiti, chi vuole può rilevarla.
Ma gli operai della Arbos non erano semplici operai per loro i loro lavoro era passione, erano attaccati al marchio, e facevano il loro lavoro con orgoglio, passione e dedizione.
Cosi’ inizarono a cebdere in piazza ci furono molte mobilitazioni, preisidi nella fabbrica e tante lotte. Storico fu’ il momento in cui gli operai portarono nella piazza principale del
Nasce la Nuova Arbos, che, rileva l’azienda dalla White: i dipendendi della fabbrica pagarono con le loro liquidazioni. Forse fu il primo esempio di una fabbrica che ora era degli operai, una bellissima storia italiana che a raccontarla emoziona.
Gli operai riverniciano i capannoni, ristrutturano le macchine e mettono a nuovo la fabbrica in attesa della riapertura dei cancelli, che avviene il 4 marzo 1976. Per altri sedici anni la Arbos continua a produrre mietitrebbie.




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